Lettori fissi

sabato 25 marzo 2017

"Il precario equilibrio della vita" di Giorgio Marconi



Primavera del 2006.
Il romanzo prende le mosse dalla consegna di una lettera spedita nel 1938 e che, per un disguido, ha giaciuto sotto un polveroso scaffale per più di sessant’anni.
Il destinatario è Giulio Matreschi, 98enne pittore, ospite di un Casa di Riposo per Ex-Artisti sita alle pendici della collinetta di MontMartre a Parigi, sovvenzionata da anni dalla famiglia di un mecenate italiano.
A consegnare la particolare missiva è Goffredo, distinto funzionario delle Poste, partito con scarso entusiasmo da Torino.
Ad accogliere Goffredo e introdurlo a Giulio è Yvonne (Ivy), corpulenta, ma a suo modo fragile, infermiera che coordina il personale di assistenza ai degenti della casa di riposo.
A spedire la lettera fu Clara, unico grande amore di Giulio.
Lettera tanto attesa e che avrebbe potuto cambiare radicalmente il corso della vita dell'anziano pittore.
Il mancato arrivo di quella lettera nel 1939-40 ha portato Giulio a decidere di emigrare nel Nuovo Mondo (New York) in cerca di fortuna, trovandone poca.
Tornato in Italia, Giulio ha avuto una vita nomade e avventurosa come pittore e ritrattista di strada, trascorrendo la sua esistenza tra Piazza Navona (a Roma), Piazza del Campo (a Siena), passando per una breve unione con Edvige, distinta signora romana con la passione per la pittura per finire a MontMartre, luogo per certi versi simile (e per molti altri, diverso) a Piazza Navona.
Dal 1989 Giulio è ospite della Casa di Riposo per Ex-Artisti.
Goffredo accetta, apparentemente solo per educazione, l'invito a pranzo da parte di Giulio, nella mensa della casa di riposo.
Tra una cucchiaiata di semolino e l'altra Giulio racconta al suo ospite gli episodi principali della sua vita.  Dalla nascita il 16 ottobre 1907, all'infanzia faticosa a cavallo della Prima Guerra Mondiale, a quel pomeriggio di Novembre del 1921 quando ebbe la sua iniziazione sentimentale e, nel contempo, comprese che la pittura avrebbe potuto essere la sua vita, al trasferimento a Roma nel 1936 nella bottega d'arte del maestro Boldretti, all'incontro con Clara, nella tenuta della marchesa Leonilde Aldovrandi, detta familiarmente "la villa".
Il racconto della vita di Giulio viene intercalato dalla descrizione di alcuni altri singolari ospiti della casa di riposo:
- Bertrand (detto Cucciolo),pittore con la passione (quasi una cotta adolescenziale) per Brigitte Bardot, di cui porta sempre sotto braccio un album di foto.
 - Oswald, scultore tedesco, solito plasmare qualsiasi tipo di materiale abbia sotto mano al momento dell'ispirazione artistica.
 - Enrietta, suonatrice d'arpa ungherese, invaghita di Bertrand e sempre respinta.
 - Carol, 57 anni, la più giovane ospite, ballerina di tip-tap. A volte entra nei pensieri (e solo nei pensieri) di Giulio, che sono tutto quel che è rimasto della sua giovanile virilità.
 - Edmondo, miglior amico di Giulio, madonnaro toscano affetto da morbo di Parkinson. Le strade di Giulio e Edmondo si incrociarono nel 1951 a Piazza Navona, per incontrarsi nuovamente nel 1980 a MontMartre e, definitivamente nel 1992 nella casa di riposo.
 - Woody, pittore di colore, 69 anni. Cieco dal 1960, anche se Giulio nutre qualche dubbio.
- Crosby, pastore tedesco, mascotte della casa di riposo.
Giulio continua a raccontare la sua vita. Dopo quasi 2 anni, nel Luglio del 1938, Clara con la sua famiglia, si trasferì nella tenuta di Casal Monferrato. Scambiarono un paio di lettere… poi il silenzio.
Vedendo disattese le proprie speranze d’Amore, convinto che Clara l'abbia dimenticato, nella primavera del 1940 decide di tentare fortuna oltreoceano, anche in virtù dei prodromi di una guerra che, di lì a poco, avrebbe sconvolto l’Europa.
Di fortuna in America ne trova poca e torna in Italia nel Giugno del 1946. Si guadagna da vivere come imbianchino e garzone tuttofare. Nel 1950 comincia a frequentare Piazza Navona, divenendo presto uno dei ritrattisti più apprezzati.
Nel 1952, sempre a Piazza Navona, accade un singolare episodio.
Giulio salva dalla caduta una ragazzina in sella a una Vespa.
L'anno successivo rivede un episodio simile sul grande schermo nel film: "Vacanze Romane".
Parallelamente viene sviluppato il personaggio di Yvonne, che ha dovuto immolare la sua gioventù dedicandola interamente all'assistenza dei genitori anziani, gravemente malati (Alzheimer). Porta dentro di sè il peso di un profondo senso colpa per la morte del padre, avvenuta a causa di una caduta, mentre lei stava "colpevolmente" dormendo nella stanza accanto. La donna vede la sua attività di capo-infermiera presso la casa di riposo come una salvezza. Qualcosa che ha dato continuità e un senso preciso alla sua vita. Un modo per espiare la sua estrema colpa.
Da qualche anno intrattiene una quotidiana corrispondenza via mail con Lotte, una giovane ragazza che vive in Normandia, nel paese vicino a quello in cui Yvonne ha vissuto la sua gioventù. Lotte sta vivendo un'esperienza simile, assistendo i genitori anziani e malati.
Yvonne rimane favorevolmente colpita dai modi eleganti di Goffredo, così come l'uomo, imprigionato in una vita grigia e priva di forti slanci emotivi, è attratto dalla morbida gentilezza della donna che gli infonde una sensazione di calore familiare e complicità.
Il racconto della vita di Giulio si alterna con quello della corrispondenza tra Yvonne e Lotte, con i commenti e le reazioni di Goffredo e con la descrizione di alcuni divertenti episodi accaduti nella casa di riposo, come una memorabile rappresentazione di una riduzione del "Romeo e Giulietta", durante l'abituale spettacolino del Venerdì sera nel rudimentale teatrino ricavato nel seminterrato.
Dovendo prepararsi per la cena, Giulio si accomiata dal suo "giovane" ospite che lo sorprende con un bacio sulla guancia.
Goffredo riesce a sorprendere anche Yvonne con un baciamano d'altri tempi, facendola arrossire. Ivy scrive su un foglietto il suo indirizzo email e lo porge a Goffredo.
Nel precario equilibrio della vita, non tutto è come sembra.
Il migliore dei sogni può coincidere con il peggiore degli incubi.
Su questo riflette Giulio parlando di un suo sogno in cui era sposato con Clara e gestiva, dietro la classica scrivania, una galleria d'arte. Nel sogno si rendeva conto che, in quella versione della sua vita, non avrebbe mai avuto la possibilità di conoscere Edmondo, tutti i degenti della casa di riposo, ne avrebbe potuto vivere appieno il senso di libertà che si prova nel disegnare e dipingere in strada.
Durante il viaggio di rientro a Torino, Goffredo riflette sul fatto di essere felice per la giornata trascorsa, ma al tempo stesso triste per non essere stato sincero fino in fondo e per non avere avuto il coraggio di confessare a Giulio che, in realtà, non è un funzionario delle poste, ma un modesto pittore direttore di una galleria d'arte e, soprattutto, suo figlio e di Clara Aldovrandi. Era stata una sua zia (residente nella tenuta di famiglia a Casal Monferrato) a ricevere la lettera di scuse dalle poste italiane. Lui stesso aveva condotto una ricerca che, per pura fortuna, l'aveva portato a scovare Giulio come ospite della stessa casa di riposo che la sua famiglia sovvenzionava con una congrua retta mensile dal 1952. Quell'anno mamma Clara aveva convinto il nonno a portare lei e il piccolo Goffredo (12 anni) a Parigi, dove lei e Giulio sognavano di fare il viaggio di nozze. Passeggiando sulla piazzetta di Montmartre, l’attenzione della mamma fu rapita dall’insegna su una villetta alle pendici della collina. Era l’insegna di una casa di riposo:"Maison de retraite pour anciens artistes". Sotto al nome una nota: la struttura avrebbe chiuso il mese successivo per mancanza di fondi. Clara convinse nonno Eugenio a salvare la struttura. Da allora, ogni mese, sino ai giorni nostri, la famiglia Aldovrandi ha sovvenzionato le spese per la gestione di quella casa di riposo e per il mantenimento dei suoi ospiti. In volo verso Torino, stanco per le emozioni della giornata appena trascorsa, Goffredo si addormenta pensando a Yvonne e a suo padre ripromettendosi di tornare presto a trovarlo e dirgli tutta la verità.
Nel frattempo Yvy continua a scambiare mail con la giovane amica Lotte.
In realtà è un modo che la sua mente ha escogitato per darle conforto. Un modo per potersi confidare con qualcuno che la capisca, per potersi sentire una volta di più utile a qualcuno. In realtà Yvonne Charlotte De Granmont, fin da piccola era stata chiamata Lotte. Di giorno Yvy-Yvonne scrive a Lotte… e di notte, quasi in stato di trance, Yvonne si immerge in un'altra realtà, quella del suo passato, come Lotte-Yvonne risponde  a Ivy.

Il giorno successivo Yvonne trova il corpo senza vita di Giulio, steso sul letto, la mano sopra la lettera ancora nella sua busta.
Yvonne non riesce a resistere alla curiosità e legge la lettera di Clara.
È una lettera d'amore nella quale la ragazza prega Giulio di raggiungerla nella tenuta di Casal Monferrato. Al termine della lettera c'è un PS che inevitabilmente fa pensare al fatto che Clara era incinta di Goffredo.
Yvonne rimane colpita dal sorriso morbido che Giulio ha conservato sul volto irrigidito. Anche la morte può essere dolce. Questa consapevolezza l’aiuta a risolvere, almeno in parte, il senso di colpa che le attanaglia l’anima da troppo tempo. Sente che specchiarsi in quella morte così placida è stata una gran bella medicina. Così come il sentimento che sente per Goffredo.
Quella notte vorrebbe scrivere alla giovane amica Lotte della morte di Giulio e della lettera, ma, accedendo alla sua casella di posta elettronica, ha la sorpresa di trovare 2 mail, una di Lotte e l’altra di Goffredo.
Dopo un momento di incertezza, prende la sua decisione.
È ora che la sua amica Lotte impari a cavarsela da sola.
Yvonne si rende conto di essere finalmente libera.
Apre la mail di Goffredo.

Un nuovo capitolo della sua vita ha appena avuto inizio.


Giorgio Marconi è nato a Roma nel 1967. Vive a Cerveteri e lavora a Roma.

Consegue il diploma di maturità scientifica nel 1986.
Opera nel mondo dell'informatica da quasi 25 anni.
Sposato con Alla e papà di Nicole e Greta.

Ha avuto modo di viaggiare molto, non solo con la fantasia.
Appassionato di letteratura classica e soprattutto contemporanea, amante
di noir, gialli, thriller e racconti del mistero.
Scrive, principalmente racconti, da quasi 20 anni.
Ha ricevuto numerosi riconoscimenti in concorsi e iniziative letterarie.

Tra gli altri, ha vinto il primo premio nei concorsi: Premio Letterario “I Fiori 2005”(Ed. I fiori di Campo), Premio Picena 2003, Premio Biennale Letterario dei Monti Lepini (2002) e Premio di Letteratura “Un messaggio in Bottiglia” (2003).
Alcuni suoi racconti sono pubblicati in raccolte edite con altri autori: “I fiori 2002” (ed.  I fiori di campo), Abitando un racconto (Osama Edizioni, 2003), Le Formiche Rosse (Betti Editrice, 2002), I racconti del Prione (Ed. Giacchè, 2002), Mondi Sommersi (Photocity Edizioni, 2011).

Nel 2006 ha pubblicato la raccolta di racconti: “D’odio, d’amore e d’altro ancora” (ed.  I fiori di campo).

Nel 2011 un suo racconto è stato selezionato per l’antologia: “Del Vizio e Della Virtù - Antologia di racconti del XXI secolo” pubblicata dalla casa editrice Diamond in cui è presente anche  un racconto di Dacia Maraini.

Nel 2012 ha pubblicato una prima edizione dell romanzo “Il precario equilibrio della vita” (ed. Montag), finalista ai Premi Nazionali “Le Fenici 2011” e “Nicola Calabria Editore 2011”.

Nel 2017 ha pubblicato una seconda edizione, rivista e rinnovata, del romanzo “Il precario equilibrio della vita” con la casa editrice 96, rue de-La-Fontaine Edizioni.

Principali riconoscimenti in campo letterario:


1° Classificato: Racconti
            - V Edizione Premio Letterario “I Fiori 2005” (anno 2006) (Pavia)
            - Premio Picena 2003 (Ascoli Piceno)
            - Premio Biennale Letterario Internazionale dei Monti Lepini X Ed. (2002) (Segni)
            - Premio di Letteratura "UN MESSAGGIO IN BOTTIGLIA" 2003  (Roma)
            - Concorso Il Linguaggio Degli Angeli (Art.33) Ed. 2000       (Roma)

1° Classificato Assoluto: Poesia singola
             - Concorso: "Le Stagioni 2001" - Poesia (Art.33) (Roma)
           

Classificato: Racconti
            - 3° Concorso: “Oltre il confine” «Le Parole e Le Pietre» (anno 2009) (Arzachena)
- Premio "G.Bufalino" V° Edizione 2000 (San Cipriano D'Aversa)
- II Edizione Premio Letterario “I Fiori 2002 (anno 2003) (Pavia)
- Premio "PRAEMIUM LETTERARIO INTERNAZIONALE AUCTORIS  2001"

Classificato: Poesia

            - Concorso “Una tela di parole” – Ass. culturale "La dimora di Alice" 2016 - (Napoli)

2° Classificato: Aforismi
- Premio di Letteratura "UN MESSAGGIO IN BOTTIGLIA" 2001 (Roma)


3° Classificato: Racconti
- Premio Nazionale di Poesia, Narrativa e Teatro "Citta' di Bitetto" IX Ed. 2001
- Premio Letterario Nazionale “Versi per la vita” 2003 (Bari)
- Premio Giovanni Gronchi 23° Ed. 2009 (Pontedera) – Sezione Speciale
- Concorso - "FESTIVAL  GENERAZIONE  CULTURA" Ed. 2015  (Brescia)


Finalista: Racconto
- Concorso Scrivi un racconto 2010 (i-LIBRI.com e Casa Editrice Zero91)
- Premio Boopen 2011 (Photocity Edizioni)

Finalista: Romanzo inedito
- V Concorso Internazionale di Narrativa "LE FENICI" (Edizioni Montag)  2011
- Concorso”Il Romanzo 2011 (Nicola Calabria Editore)

lunedì 13 febbraio 2017

"Giada" di Anna Chillon

Il giorno di San Valentino “Giada. Un amore colpevole” sarà in promozione al prezzo speciale di 0,99 Euro anziché 3,90 Euro!

Link di acquisto: http://amzn.to/2kyC3Py



SCHEDA ROMANZO


Autore: Anna Chillon
Pagine: 347
Anno: 2016
ASIN: B01GQN1CV0
ISBN EBOOK: 9791220013284
ISBN-10: 1533671281
ISBN-13: 978-1533671288


Non ero pronta per lui, ma questo non gli importò. 
Entrò come un tornado nella mia vita, 
la stravolse spezzandomi il fiato 
e mi rese donna, 
a dispetto di tutto e tutti. 

Il giorno del mio diciottesimo compleanno, spiando quel ragazzaccio condannato ai lavori socialmente utili, pensai che la vita stesse per sorridermi, lungi dall’immaginare cosa in realtà stesse per serbarmi. Qualcosa più grande di me mi avrebbe presto travolta, scossa alle fondamenta, gettando il mio corpo e il mio cuore in pasto a una persona con l’animo di un lupo selvatico. Per tutti sarebbe stato uno scandalo e una vergogna: nessuno avrebbe compreso, perché nessuno conosceva le molteplici verità che quel lupo era stato così bravo a celare. 
Forse un cuore, seppur logoro, l’aveva anche lui. 
E forse, se avessi lottato e ignorato le apparenze, prima o poi lo avrei scoperto. 

  
Pagina Facebook autore: https://www.facebook.com/anna.chillon

Official website: http://www.annachillon.it/





venerdì 10 febbraio 2017

"Twin Game" di Brenda Mill



Data di pubblicazione: 3 marzo 2017
Titolo: Twin Game
Autore: Brenda Mill
Numero di pagine: 574
Prezzo: 2,99€
Anno di pubblicazione: 2017
Editore: Self-Publishing
Genere: Erotic Suspense

Un metro e novanta di muscoli, capelli color platino e occhi di ghiaccio. Padre Adam direbbe che assomiglio a un angelo, io dico che assomiglio a un prete e non so se mi dispiaccia di più la prima o la seconda opzione.
Riusciresti a sopportare due croci per raggiungere l’illusione della felicità? Ethan e Adam Lost sono l’uno la fotocopia dell’altro, a esclusione della loro personalità. Il primo fratello, infatti, si esibisce come stuntman professionista tra le sbarre del Next, il locale più trasgressivo e popolare di Brooklyn. Il secondo, invece, si dedica anima e corpo alla carriera ecclesiastica da ormai cinque anni. Due vite apparentemente inconciliabili fino alla lettura di un testamento che potrebbe rendere uno dei due schifosamente ricco. Settecentotrenta giorni, questo è il tempo che separa Ethan oppure Adam dalla riscossione di un’immensa fortuna. Con una sola, piccola e apparentemente irrilevante condizione: sposarsi e generare un erede.


Primo estratto:
«Stringi le gambe, falle aderire alla moto come se da un solo gesto potesse dipendere la tua vita. Le mani, poi, ancorale al manubrio e non allentare la presa per nessuna ragione.» Ethan inizia la sua lezione, facendo quello che non ha mai osato: toccarmi.
In un primo momento arrossisco, poi mi volto verso di lui e lo osservo per fargli comprendere che ha la mia massima attenzione.
«Sta’ attenta alla faccia, molti stuntman se la sono spaccata a causa del cupolino!» lo indica con un’aria serissima.
«Tutto chiaro e poi?» fisso Ethan con aria di sfida.
«E poi… fai amicizia con la gabbia», annuncia enfatico, dandomi un colpo sulle chiappe e invitandomi a mettere in moto la sua Heritage.
Eseguo l’ordine e mi lascio andare, schizzando da una parte all’altra della prigione senza paura e senza alcuna esitazione. Conosco molto bene le moto e, anche se mia madre mi ha sempre sconsigliato di guidarne una, non ho mai potuto stare lontana dal richiamo che un rombo produce nel mio cuore. Mi sento un po’ come una sirena attirata dalle onde, forse si tratta della stessa sensazione che pervade Ethan quando sale in sella per dominare il pubblico. Lui mi osserva apparentemente soddisfatto e vagamente felice. Io continuo a percorrere la gabbia in lungo e in largo. Non posso scappare e, a dirla tutta, anche se potessi non ci proverei. Sto bene qui e non vorrei essere in nessun altro posto al mondo.
«Fermati!» esclama Ethan mettendosi sulla mia strada.
Decido che è tempo di interpretare la mia parte con il massimo dell’impegno. Giro attorno a lui e sorrido con aria provocante, senza fermarmi nemmeno per un attimo. Voglio sconvolgerlo, fargli perdere letteralmente quella sicurezza che sbandiera in continuazione come se fosse il vessillo di un’importante casata. Ethan proprio non comprende il mio atteggiamento e prova in ogni modo ad ostacolarmi il passaggio.
«Spostati!» lo minaccio a tutto gas.
Ma lui non si muove, non ha paura e come al solito continua la sua lotta. Prego per cinque secondi e poi impenno di fronte a lui. Chiudo leggermente gli occhi e ritorno al suolo.
Ethan, finalmente, con un balzo riesce a bloccare la mia folle corsa e finisce anche lui per terra.
«Ti ammazzerai molto prima del previsto se non la smetti, devi ascoltarmi, io sono il tuo insegnante e so cosa è meglio per te», Ethan si dimostra deciso, oserei dire intransigente.
Lo è anche quando mi sfiora il seno e mi bacia con la stessa passione del giorno precedente. Questa volta non mi tiro indietro, mi lascio sopraffare dall’attrazione che nutro per lui. Allungo le braccia verso le sue enormi spalle e, dopo averle sfiorate, le palpeggio con forza crescente. Sfilo, poi, il maglione di Ethan e mi concentro per qualche secondo sulla sensazione che i suoi addominali lasciano sul mio addome. Il contatto con la pelle di quest’uomo genera in me una sensazione indescrivibile. Sto bene e non mi pento dell’accordo con la signora Lost. Perché non avrei potuto fare scelta migliore, anche se lo sto ingannando. In fondo sono questi i rischi del mestiere, quando la parte diventa così reale che è impossibile distinguere la fantasia dalla realtà. E il ruolo ti piace così tanto che non potresti più farne a meno.

Secondo estratto:
Padre Adam sorride quando i nostri sguardi s’incrociano ed io proprio non posso fare a meno di ricambiarlo. Le fossette che ha al centro del mento quando lo fa, si distendono in maniera magistrale. Per qualche secondo vengo attratta persino dalle sue mani che stringono il rosario con la stessa forza e determinazione di sempre.
«In cosa posso esserti utile, Alyson?» Lui rompe il ghiaccio, osservando, all’altezza del seno, le increspature della t-shirt che indosso.
«Ho bisogno di parlarti», cerco di mantenere la calma, anche se la situazione sta assumendo una brutta piega. Se si potesse misurare la carica erotica tra noi, il termometro esploderebbe in pochi secondi.
«Solo parlare? Non mi sembra che l’oratoria sia la tua arte migliore. Ci sono cose in cui riesci decisamente meglio, se posso permettermi…» Padre Adam si sfiora la mascella e poi scende sempre più in basso, fino all’incavo del collo ormai scoperto dal colletto. Posso immaginare che con tale gesto lui voglia dare il via a una vera e propria provocazione.
«Mi stai confondendo. Vuoi farmi impazzire, non è vero?» chiedo esterrefatta e incerta riguardo ad ogni cosa.
«Certo che voglio farti impazzire. Voglio entrarti nella testa, nel corpo e arrivare a scorrerti nelle vene», annuncia Padre Adam in tono alquanto apocalittico.
Forse è lui la fine del mondo.
Forse è lui lo sfacelo totale.
«Per adesso pensiamo al corpo, tutto il resto verrà dopo.» Allungo le mie mani verso il suo fondoschiena, senza che nessuno ci veda. E insieme percorriamo quel corridoio che, per fortuna, non può raccontare quello che abbiamo intenzione di fare.
Vietato, il sesso tra noi è vietato. E tutto il resto, compreso l’amore, lo è anche di più.


BIOGRAFIA

Brenda Mill nasce a Lecce. Nel suo nome e nelle sue vene scorre tanto il sangue del sud quanto il sangue americano. Appassionata fin da piccola di serie televisive statunitensi, ha coltivato la passione per la Grande Mela con gli anni. I suoi studi sono balzati dal liceo classico al sociopsicopedagogico, per approdare in conclusione alla facoltà di lettere e filosofia. Ha iniziato a scrivere per diversi giornali online fino a diventare un’articolista specializzata nel lusso. Detesta i rettili e le persone che non si fanno gli affari loro. Non esclude di essere stata nelle vite precedenti un incrocio tra Xena ed Elisa di Rivombrosa. Adora il caos e, come ogni donna, tutto ciò che brilla e non può permettersi. Inganno Globale è stato il suo romanzo d’esordio, da allora, come un fiume in piena, non si è più fermata nella stesura di opere dalle sfumature dark e fortemente suspense. 


Giveaway

1) Cliccate mi piace sulla pagina autrice: Facebook
2) Invitate cinque amici a fare altrettanto!
3) Fate richiesta d’amicizia alla scrittrice e scrivere IO PARTECIPO in bacheca. Facebook Profile
Estrazione prevista per il 6 marzo.

martedì 7 febbraio 2017

"Arma Infero" di Fabio Carta



Titolo: "ARMA INFERO - Il Mastro di Forgia"
Autore: CARTA Fabio
Editore: Inspired Digital Publishing
Data di uscita: 11 Maggio 2015
ISBN: 9788894002157
Genere: Fantascienza (sub: distopico, space opera, planetary romance)
Prezzo: € 1,99 (€2,49 su Google Playstore) 
Formato: ebook (ePub, Mobi)
Pagine: 650 ca
         nonché sui maggiori store online;

Tra le dune di cenere radioattive, la tragedia di un intero pianeta è già consumata.
Seduto tra esse un vecchio si domanda come s’è potuti arrivare a tale follia e ripercorre i ricordi di una vita, la sua vita, spesa al fianco del protagonista proprio di quella guerra apocalittica: Lakon.
Karan ne è stato amico e compagno d’arme, sempre al suo fianco, e ora ne è il biografo, di colui che è ricordato come il Mastro di Forgia, Lakon il Martire Tiranno, l’unico che fu in grado di riaccendere le antiche energie che covavano inutilizzate negli zodion come nelle antiche macchine, retaggio incompreso e incomprensibile dell’arcana civiltà coloniale dei patriarchi. Forte di questo suo talento, Lakon poté, da umilissimo prigioniero di guerra, in breve assurgere al rango di cavaliere di zodion, combattendo in prima linea in battaglie storiche, come quella di Bastian, primo e tragico atto di una piccola guerra civile destinata ad innescare il più vasto conflitto planetario. Condottiero vittorioso, in seguito egli avrebbe avuto anche l’onore di comandare una mistica ricerca di ulteriori tecnologie, perdute oppure gelosamente custodite chissà dove come sacre reliquie, lungo le strade della Falange, il regno violento e pericoloso tra le aspre rocce dei calanchi, ove le gesta del Mastro di Forgia si svolsero. Ma dove sono ora le tracce di tanta gloria? Nelle dune di cenere, poiché: “Cenere, non c’è che cenere su Muareb”.

Arma Infero, l’ultima opera pubblicata dalla Inspired Digital Publishing, sarà disponibile dal 11/05/2015 in tutte le librerie digitali in versione e-Book e Mobi
Si tratta di un poderoso e avvincente romanzo di fantascienza che cattura il lettore già dall’antefatto e lo catapulta su Muareb, un pianeta sconvolto dagli eventi di una terribile guerra fra fazioni dotate di armamenti e mezzi iper-tecnologici. La storia coinvolgente, ricca di intrighi e di colpi di scena, di momenti stupendi e dolorosi, lascia un segno profondo nel lettore che non può non esimersi dall’immedesimarsi nei protagonisti di questa storia.
L’autore Fabio Carta mediante una sintassi molto curata ed una terminologia arcaica e tecnica arricchisce l’opera dandole un connotato epico; lo stile del romanzo si distacca infatti dai canoni standard alla ricerca di un approccio particolare, che si è perso nelle opere recenti e che era alla base dei grandi lavori fantasy e di fantascienza del passato.
Un romanzo perfetto per chi ama le grandi storie, che sanno catturare con ricchi dettagli e mondi stupendi in cui il lettore può far vagare la propria immaginazione immedesimandosi fra le varie fazioni stimolandolo a scegliere una posizione in questa epica guerra.

SULL'AUTORE:

  

CARTA Fabio, classe 1975; appassionato di fantascienza ma anche dei classici della letteratura, come i romanzi del ciclo bretone e cavallereschi in generale; dipendente pubblico, sposato con due figli; laureato in Scienze Politiche in indirizzo Storico - Politico, questo è il suo romanzo d'esordio.



Su Muareb, un remoto pianeta anticamente colonizzato dall'uomo, langue una civiltà che piange sulle ceneri e le macerie di un devastante conflitto. Tra i pochi coloni sopravvissuti v'è Karan, vecchio e malato, che narra in prima persona della sua gioventù, della sua amicizia con colui che fu condottiero, martire e spietato boia in quella guerra apocalittica. Arma Infero è la storia di quest'uomo leggendario, Lakon. Emerso misteriosamente da un passato mitico e distorto, piomba dal cielo, alieno ed estraneo, sulle terre della Falange, il brutale popolo di Karan che lo accoglie e lo forma, facendolo assurgere da schiavo a tecnico di guerra - ossia "mastro di forgia" - e infine a cavaliere e guerriero sacro, in cerca di perdute reliquie insieme ai suoi nuovi compagni d'arme. Ma questo viaggio tra calanchi e deserti, in groppa agli zodion, gli arcani veicoli viventi delle milizie coloniali. finisce per essere solo la scintilla di quel grande conflitto i cui eventi lui, il Mastro di Forgia, è destinato a cavalcare, verso l'inevitabile distruzione che su tutto il pianeta incombe.
Ma dove sono ora le tracce di tanta gloria? Nelle dune di cenere, poiché:

“Cenere, non c’è che cenere su Muareb”.

"Io sono Alice" di Valentina Agosta



- Link Amazon:


IO SONO ALICE

"Io sono Alice" parla della famosa eroina del romanzo di Lewis Carroll, ma in una veste nuova in quanto grazie ad un incantesimo, Alice diventa reale e si ritrova a vivere due vite, tra fantasia e realtà.
Carroll si sente molto solo e grazie ad un incantesimo riesce a portare in vita Alice.
Da quel momento Alice è una bambina in carne ed ossa ma Carroll non può tenerla con se. Decide di affidarla ad una coppia di coniugi che non ha avuto la possibilità di avere figli.
All’età di sette anni cade nella tana del coniglio e rimane a Wonderland finchè alla morte di Carroll, Wonderland rischia di scomparire per sempre.
Alice dovrà risalire dal sottosuolo per trovare la dimora di Carroll e scoprire come salvare Wonderland dalla completa distruzione.
Ad aiutarla non ci saranno solo i personaggi che già conosciamo come Il cappellaio Matto o la Regina di Cuori.
Ci saranno anche personaggi che fanno parte del mondo reale.
Ben presto Alice scoprirà che è l’unica in grado di salvare Wonderland ma sta a lei decidere se in fin dei conti vuol far parte del mondo reale o del mondo dei matti.

- Biografia:
Valentina Agosta è nata a Catania il 12 novembre del 1992, dove vive tutt’ora.
Si è diplomata nel 2011 come “Tecnico dei servizi turistici e alberghieri”, presso l’istituto Professionale Alberghiero “Karol Wojtyla” e attualmente lavora come banconista in un bar.
Ama leggere e scrivere da sempre.
“Josepha e la pozione dell’eterna giovinezza” è il suo romanzo horror-fantasy d’esordio pubblicato il 19 Novembre 2015 in versione digitale con la casa editrice Librinmente (marchio dell’editoria elettronica della Prospettiva editrice).
“Io sono Alice” è il suo secondo romanzo fantasy, pubblicato il 27 Gennaio 2017 in self-publishing, lo trovate in digitale su Amazon.it.
Nel tempo libero, si dedica alla stesura di altri suoi romanzi ancora incompiuti e alla lettura, legge un pò di tutto ma il suo genere preferito è il fantasy.
Ama viaggiare, andare al cinema e sognare ad occhi aperti.
Gestisce il blog letterario Books in wonderland dal 2 Gennaio 2015.


- Estratto:

Mi ritrovai sdraiata su un pavimento freddo.
Alzai lo sguardo e vidi tantissimi orologi a pendolo capovolti, appoggiati ad una parete che non riuscivo a vedere, data la numerosità degli orologi.
Ogni lancetta ticchettava creando una strana melodia.
Percorsi quel corridoio che sembrava non finire mai, finchè dall’altra parte della stanza, mi venne incontro una figura.
Era una donna dal vestito blu notte ricamato con brillantini d’argento.
Portava i capelli anch’essi d’argento legati e un lungo scettro in mano, era anch’esso blu con sfumature viola, nell’estremità superiore c’era una sfera di cristallo, simile alla luna piena.
<<Benvenuta mia cara, io sono Mezzanotte la regina  della notte Tutti i sogni so creare finchè la mente non scompare, ora qui cosa hai da fare se il tuo intelletto e ancora in grado di volare? >>
<<Buonasera Mezzanotte io sono Alice, vengo da Wonderland e ho bisogno del tuo aiuto per salvare il mio mondo >>
<<Conosco i suoi abitanti, son tutti dei furfanti, cosa mai potrei fare per una matta da legare? >>
<<Io matta son davvero, ma il mio problema è altrettanto vero>>
<<Una mutaforma devo cercare, solo così Wonderland posso salvare>>
<<Un po' del tuo tempo mi devi dare in modo che io la possa scovare>>
Alice prese la collana e la mostrò alla regina.
La regina la prese, chiuse gli occhi e riprese a parlare.
<<In questo regno la puoi trovare, prova un po' a cercare.>>
La regina, che fino ad un attimo prima si trovava di fronte ad Alice, si mise al suo fianco.
Davanti ad Alice si materializzò un lungo corridoio con varie direzioni.
<<Una sola direzione sceglierai e forse il successo raggiungerai. >>
Quindi avevo solo una possibilità.
Come potevo essere sicura della direzione corretta?
Mi voltai in direzione della regina.
<<Come faccio ad indovinare da che parte devo andare?>>
<<Dal tuo cuore dovrai farti guidare e la strada giusta saprai trovare>>
Alice chiuse gli occhi e si isolò da tutto e da tutti, escluse dalla mente anche il ticchettio degli orologi.
Non aveva mai provato ad ascoltare il suo cuore, non si era mai chiesta se anche lui era in grado di parlare. Era abituata a parlare con se stessa, con i fiori e con gli animali.
<<Cuore mio, se davvero sei in grado di indicarmi la direzione corretta, aiutami a capire quale sia.>>
Il suo cuore continuò a tacere, mostrava la sua esistenza solo attraverso i battiti che percepiva dall’interno del suo petto.

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